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La nuova Cappella feriale

Voluta dagli organi di partecipazione parrocchiale e richiesta dalle esigenze della comunità presente in piccolo numero alle liturgie feriali, la nuova cappella è aperta al culto dalla Pasqua del 2003.
Alla realizzazione dell'opera hanno concorso: l'arch. Giuliano Aiudi, l'ing. Franco Fulvi e la ditta Italresidence della nostra parrocchia. L'onere economico è stato sostenuto interamente dalla comunità. Tanti volontari hanno contribuito alla realizzazione della struttura offrendo tempo, denaro e notevoli capacità professionali.

L'arredamento interno della zona presbiterio è stato progettato dall'arch. Simonetta Fabbri a memoria del padre Aldo. La cappella, climatizzata e dotata delle tecniche audiovisive idonee alla partecipazione dei bambini, offre un ottimo servizio alle esigenze della comunità ed è collegata in audiovideo con la chiesa delle celebrazioni festive e di rito straordinario.

La cappella è dedicata ai molti giovani della parrocchia deceduti in incidenti o per malattie mortali. La memoria di ogni gesto donato diventa preghiera quotidiana di lode e di gratitudine sulla bocca dei fedeli che sono presenti.


Una copia della "Apparizione di Cristo alla Vergine" del Guercino

Alla cappella feriale di recente costruzione, dotata delle tecniche audiovisive più consone ad una celebrazione partecipata e, soprattutto, in presenza di bambini bisognosi di suoni ed immagini, mancava una tela dedicata alla Madonna, a Maria, donna della ferialità, donna tenerissima, dolcissima, come la vita di tutte le donne, delle donne che incontriamo in parrocchia. Un felice suggerimento ha proposto di "copiare" da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) il soggetto ben intonato alla nostra chiesa della Risurrezione: "Cristo Risorto appare alla Madonna". L'opera è dei primi anni dell'attività pittorica del Guercino e risente sostanzialmente dell'intensità espressiva della cultura ferrarese e veneta del tempo, in cui si esalta oltre modo la densità chiaroscurale e la scioltezza dell'impasto coloristico. Questo "primo" Guercino, dagli arditi effetti di fusione coloristica e luminosa, contrasta con il rigore della cultura classica del tempo in cui la pittura tende a smorzare le accensioni delle tinte e il vigore delle figure mediante cadenze più misurate e toni più sfumati con esiti coloristici sempre più squisiti sul genere del pastello. Ma se nella fase giovanile la pittura del Guercino è così piena di luce vivida e di colori accesi (ed il dipinto in copia ne è la dimostrazione più eclatante), nell'età matura l'artista attenua ogni contrasto e complessità, per fare ricorso al chiaro ed al colorito pallido, che fu elemento tanto squisito del l'ultimo decennio della sua carriera e che fece le sue fortune.

A "copiare" l'opera è un muragliese vero, figlio di un noto decoratore di soffitti del luogo scomparso pochi anni or sono. Terenzio Rosati, questo il suo nome, è un nomade polivalente sulla cinquantina, presente sulle diverse piazze del mondo a ritrarre paesaggi e nature morte o a regalare ritratti ad amici, del tutto incurante del vantaggio economico o del vivere bene e capace di esprimersi nei modi più diversi nel campo dell'arte: dalla ceramica (suo mondo preferito), al mosaico, all'affresco, alla scultura e, appunto, alla pittura su tela.

Il dipinto esposto a Pasqua di quest'anno nella nuova cappella di Cristo Risorto ha dimensioni di poco inferiori all'originale (260x179,5cm). La tela (160x120cm) riproduce in assoluta fedeltà l'opera del Guercino e, semmai, aggiunge un tocco di originalità nell'evidenziare la straordinaria luminosità del Risorto che proietta tanta luce sulla Madonna implorante e sull'intera scena in penombra.