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L'organo della chiesa

Dell'organo della chiesa di Cristo Risorto non esistono documenti di particolare rilievo; tutto ciò che si conosce appartiene alla tradizione ed ancora può essere ascoltato dalla viva voce dei sacerdoti anziani della diocesi di Pesaro. E si apprende che lo strumento, sempre di proprietà del Seminario Vescovile della città, subì continui traslochi e modifiche dopo la sua iniziale sistemazione, agli inizi del '700, nella struttura fondata da un sacerdote di Pesaro, un certo Raffaelli, nata per aiutare i seminaristi poveri.
All'interno della struttura, tuttora visibile in via dell'Annunziata 9, c'era una cappella intitolata al santo di cui possedeva le reliquie: S. Floro. In questa cappella fu sistemato l'organo la cui paternità, solo secondo la tradizione pesarese, sarebbe da affidare alla celebre famiglia veneta dei Callido o suoi discendenti.


Caratteristiche principali

Lo strumento si compone di 11 registri e tutte le 358 canne, originali, sono di eccellente fattura, taglio ed intonazione. Ha tre somieri: il principale sostiene la facciata e tutti i registri a 'tiro' di manuale; un altro posto sul retro di recente fattura e creato dopo la trasformazione della tastiera da 'scavezza' a cromatica; un terzo sul fondo in funzione dei bordoni al pedale.
È dotato di mantice a lanterna con doppia pompa di alimentazione sottostante. La tastiera manuale composta di 49 tasti per un'astensione di 4 ottave non è originale, così come non lo è la pedaliera in rovere ed ebano composta di 27 pedali per un'estensione di poco più di due ottave DO-RE. Il sistema di trasmissione è interamente meccanico con catenecciature e tiranti; la facciata, di 19 canne, forma la caratteristica "cuspide con ali".

Nel lavoro di risistemazione dell'organo donato alla parrocchia di Cristo Risorto si adoperarono numerosi collaboratori primi fra i quali l'organaro Luciano Peroni, il disegnatore per la progettazione della cassa Gordiano Rossini, il falegname per la lavorazione del mobile Emilio Moretti.