La chiesa ospita da tempo tele e sculture degli artisti pesaresi: Giuseppe Ballarini, Luigi Galli, Renato Bertini, Margherita Mancini e Luciano Vichi.
Ora si aggiungono i 7 pannelli realizzati dall'amico e parrocchiano Franco Fiorucci, definiti "racconti della Passione". Di questi, i 4 che raccontano la crocifissione e la deposizione di Cristo già erano rimasti esposti in diverse mostre per le città d'Italia. I 3 che raccontano "l'ultima cena di Gesù", "la preghiera nell'orto degli Ulivi" e "il bacio di Giuda traditore", sono il risultato del lungo ed inquietante lavoro degli ultimi mesi dell'anno in corso e sono stati creati dall'artista per la "sua" chiesa. Rimarranno nella cappella feriale della chiesa di Cristo Risorto in sistemazione definitiva. Nell'atto di donazione, Fiorucci dice di «sentirsi onorato di essere ospitato con le sue opere nella cappella della chiesa in qualità di pittore e parrocchiano».
In una società come la nostra che, a ragione, può essere definita "società delle immagini", niente è più viziato dello sguardo. Saper guardare è retaggio di pochi e saper vedere l'invisibile nel "visibile" è la sfida che la grande e riconosciuta abilità del pittore Fiorucci consegna ai visitatori.
La visione d'insieme dell'ultima cena, raccontata con un crescendo di intensità nel colore e nella materia, apre ad una grande speranza. Gli apostoli, con le loro diverse reazioni e nel momento della dispersione causata dal dolore e dallo sconcerto, si interrogano e trovano la loro risposta nello sguardo pieno di amore del Redentore.
La misteriosa e drammatica preghiera nell'orto degli Ulivi è riprodotta con fedeltà. Nello scabro paesaggio, intenso nel contrasto fra luce ed ombra, Cristo si manifesta in una solitudine agghiacciante e sofferta. La croce, appena intravista nello squarcio dell'ulivo, fa già presagire la tragedia che di lì a poco si consumerà. L'atmosfera diventa la parabola dell'Uomo sul quale grava il peso di quell'ora che sta per venire, senza che, peraltro, venga meno il luminoso rapporto con il Padre.
Nel bacio di Giuda traditore, Fiorucci rappresenta il ritratto tanto vicino alla società odierna, dove amore e rigetto muovono ogni rapporto umano, ogni evento, ogni scelta e si fatica a ritrovare i confini del reale, del vero e del bene. Il tratto della pennellata decisa segna l'umanità di un Cristo che, compreso della gravità dell'ora, si ritrova solo con il suo Amore e, nel contempo, perdona e respinge Giuda il traditore. La straordinaria e riconosciuta capacità pittorica dell'artista, ricca di creatività ed inquietudine esistenziale, quasi ci invita a metterci dentro i panni del "suo" Gesù, così oppresso, così pesante nel corpo, ma vittorioso e lucente nel capo.


