Per onorare la memoria dell'amata mamma Maria Francesca e per manifestare il grande affetto alla chiesa
di Cristo Risorto in Pesaro, Margherita Mancini ha realizzato con la difficile tecnica dell'acquerello
la serie dei 14 quadri della Via Crucis di Gesù.
Margherita ha dedicato al faticoso lavoro oltre un anno di tempo ed ha letteralmente percorso, giorno
dopo giorno, il sentiero stretto e sassoso che si inerpica su per la collina del Calvario, tra cespugli
spinosi e rovi. Ha raccolto, nel silenzio quasi assoluto, i fremiti, le sofferenze, gli inviti respinti,
la compassione condivisa e tanto altro della vicenda del Salvatore fino a giungere sulla sommità del colle
dove il dramma si compie nella solitudine sulla nuda croce.
La trasparenza, la delicata armonia dei sottili strati di colore, le zone luminose ottenute lasciando
trasparire il fondo bianco della carta sono le caratteristiche dell'intero lavoro che evidenzia sensibilità
e capacità innata di esprimersi con quella pittura che non consente errori e che richiede un buon livello di
conoscenza tecnica.
I delicati effetti, ottenuti con piccole gocciolature di colore, danno al disegno preciso e non sommario
un'armonia d'insieme che non conosce cedimenti. Un evidente motivo conduttore accompagna l'intera opera
fino a poterla definire la Via Crucis del Risorto, poiché ogni quadro è un punto cosi luminoso da farne
trasparire, in prospettiva, il messaggio della Resurrezione. Anche le ombre di massima intensità, che
testimoniano il tratto deciso della mano di Margherita, finiscono per scomparire nella zona di luce e ci
trasportano sulla vetta dove il Cristo sofferente rimane un corpo luminoso nell'atto di farsi luce sulle
figure che, ai suoi piedi, non piangono più e si sentono raggiunte da una nuova realtà.
